Secondo il Regolamento CE n°258 del 1997 i Novel Food sono tutti quei prodotti e sostanze per i quali non si è dimostrato un consumo significativo all’interno dei Paesi dell’Unione Europea prima del maggio 1997 e che non comportano rischi per il consumatore.

Ti parliamo di un Regolamento Europeo di vent’anni fa poiché, secondo le norme di diritto internazionale, è obbligatorio in tutte le sue parti, prevale rispetto alle leggi nazionali ed è direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, quindi questo regolamento sancisce che i prodotti e le sostanze rientranti nei Novel Food sono vendibili e commestibili anche in Italia.

Come funzionano questi nuovi prodotti alimentari e quali sono? Un produttore presenta la richiesta di commercializzazione all’interno dell’Unione Europea alla Commissione, la quale valuta se inserire il dato prodotto all’interno della categoria consentita dei Novel Food; questa procedura serve per garantire che gli usi alimentari di questi nuovi prodotti non rechino in alcun modo pericolo per la salute e, per maggiore sicurezza, viene chiesto il parere scientifico sulla valutazione dei rischi all’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).

Grazie a questo regolamento oggi possiamo mangiare senza alcun pericolo i semi di chia, lo zucchero d’acero e le proteine della colza, curarci con l’echinacea o con prodotti sintetici come il lattulosio.

Già presenti in alcuni stati europei come il Belgio, dal 2018 anche in Italia arriveranno nuovi prodotti alimentari, i più particolari sono sicuramente gli insetti (ecco svelato il perché ti abbiamo parlato dei Novel Food). A differenza di quelli che troviamo già oggi nei piatti di alcuni “ristoranti da incubo”, gli insetti commestibili arriveranno da filiere controllate, allevati appositamente e controllati dalle autorità competenti. Dal prossimo anno quindi troveremo nei ristoranti e sugli scafali del supermercato cibi contenenti farina di grillo, arrosti di cavallette o, per i più intrepidi, vermi e scorpioni.

Secondo la FAO (l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) questo sarà il cibo del futuro, poiché nutrirsi di questi invertebrati, superata la normale diffidenza iniziale, fa molto bene in quanto ricchi di proteine, vitamine e minerali; inoltre l’allevamento di questi animali ha costi economici ed ambientali di gran lunga inferiore rispetto all’allevamento degli animali più “tradizionali”, fatto molto rilevante per riuscire a soddisfare il sempre maggiore fabbisogno di cibo nel mondo.

PS: già mangiamo alcuni insetti, solo che non lo sappiamo: se leggendo l’etichetta trovi l’additivo “E120”, quel prodotto contiene un colorante rosso naturale ricavato dalla macinatura di cocciniglie, un insetto insapore e non nocivo. L’Alchermes, ad esempio, contiene l’additivo naturale “E120” (o coloranti sintetici in sostituzione).

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